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Navi da guerra, elicotteri delle forze speciali e caccia stealth, Washington ha schierato un imponente dispositivo militare nei Caraibi. L'obiettivo è contrastare al traffico di droga che ha come epicentro il Venezuela. Il rischio di una escalation è palpabile

Nel caso di un'escalation, il Venezuela sarebbe in grado di difendere il suo spazio aereo dai caccia stealth che gli americani hanno deciso di schierare a Porto Rico per impressionare il governo di Caracas. Lo schieramento di una squadriglia di caccia F-35 in concomitanza con le crescenti tensioni nei Caraibi ha spinto gli analisti a interrogarsi sulle capacità e l'attuale stato delle difese aeree del Venezuela. Nel caso di un'incursione aerea statunitense, gli intercettori e il miscuglio di sistemi di difesa aerea venezuelani rappresenterebbero una minaccia per i Joint Strike Fighter di 5ª generazione?

Dopo la notizia dello schieramento di dieci caccia F-35B del Corpo dei Marines presso l'ex base navale di Roosevelt Roads, a Porto Rico, e l'avvistamento al largo delle coste di Trinidad e Tobago di una formazione di elicotteri d'assalto Black Bird e Black Hawk del 160° Soar, l'unità speciale nota per accompagnare gli incursori dei Seal e della Delta Force nelle operazioni più delicate, coadiuvati proprio dalla nave comando per operazioni speciali Mv Ocean Trader, anch'essa avvistata nel Mar dei Caraibi, il quadro sembra chiaro: Washington sta facendo pressione sul governo di Caracas, e l'idea che "oltre all'impegno antidroga" alcuni funzionari statunitensi stiano spingendo l'amministrazione Trump a considerare un piano per estromettere il presidente venezuelano Nicolás Maduro, non è una semplice astrazione.