"Il pranzo della domenica? C'è ancora chi lo fa.
A Napoli per esempio il rito non tramonta!" racconta chef Giuseppe Gaglione, che la cucina napoletana "di mamma" non l'ha mai dimenticata.
"Spesso le mie proposte quando offro piatti campani sono proprio quelle del cuore e dei miei ricordi e se a casa provo a togliere qualcosa, a rendere più leggeri certi piatti, le critiche si sprecano, le ricette di famiglia sono intoccabili", racconta Gaglione, che viene da Spaccanapoli ossia il centro città e ora dopo varie tappe è executive chef a Le Meridien Visconti Rome. Ha avuto l'idea, accolta con tutto esaurito, di proporre proprio Il pranzo della domenica, un brunch per ospiti interni ed esterni che la domenica per tutto il mese di ottobre sono occasione per apprezzare la cucina della regione Campania anche con showcooking dedicati e l’intrattenimento musicale dal vivo del Maestro Rosario Fugà con il suo flauto traverso.
Quali sono gli immancabili? "Innazitutto, gli scialatielli - del rinomato Pastificio Gerardo Di Nola di Gragnano - con le vongole, un piatto di estrema facilità da realizzare seguendo minime regole base: olio, prezzemolo, aglio e peperoncino fresco da far andare a fuoco lento, una volta lievemente soffritto il tutto, mettere nella padella le vongole con mezzo bicchiere d'acqua, coprire e aspettare che si aprano poi mantecare con la pasta per gli ultimi due minuti. Spegnere il fuoco, spolverata di prezzemolo fresco e grattata di scorza di limone per profumare e stop. Semplici e squisiti". Quali errori evitare per una pasta che tutti in Italia pensano di saper fare a regola d'arte? "Esasperare i fuochi: negli anni '80 e '90 si usava soffriggere tanto, a fuoco alto, a sbruciacchiare l'aglio anche se poi si toglieva ma l'olio restava bello fritto, gustoso per carità, ma anche letale. Ora la tendenza è a fare tutto a fuoco lento, a dare una lieve sfumatura. Poi va di moda ma secondo me è un errore risottare troppo la pasta, specie se è di qualità come quella di Gragnano basta una mantecatura di due minuti tanto la cremina con l'amido esce lo stesso", risponde Gaglione.






