Pim-pum-pam, sembra il carnevale di Rio ma sono i fegati dell’intellighenzia pro-Pal che esplodono: quel delinquentaccio di Donald è riuscito a mettere pace, per ora una tregua tra i macellai di Hamas e Israele, e loro – i maître à penser del salottino rosso – necessitano di un gastroenterologo. Tra i più scoppiettanti, il botto invero ricorda la mitologica “bomba di Maradona” – c’è il giornalista Alan Friedman il quale collegato con la britannica gbnews illumina il cielo: «Trump non merita il Nobel per la pace, non merita il riconoscimento perché non ne incarna i valori morali».
Enzino Iacchetti invece, che ormai ha scalzato Kissinger nel gotha della geopolitica, vuole approfondire: «Ho sentito che si è firmata questa tregua tra Israele e Palestina (oh, l’ha sentito, non rompete!). Io non ho un dubbio, ho miliardi di dubbi, perché so che il progetto del signor Netanyahu non è proprio questo». Bibi tempo fa l’ha chiamato per confidarglielo. La Striscia esalta l’ex comico il quale – ma è una fatalità – s’è convertito alla causa anti-israeliana poco prima dell’uscita del suo libro, “25 minuti di felicità, senza mai perdere la nostalgia”, e noi ne abbiamo molta di quando a Striscia faceva «Bau -bau, micio-micio». Comunque: «Non si è mai parlato di che fine farà questo popolo», dubita Iacchetti nel suo video su Instagram, «quindi mi spiace ma non ci credo. Poi se vedrò immagini diverse può darsi che mi ricreda». Capito? Tom Ponzi gli fa un baffo.






