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Ultimo aggiornamento: 15:44
Era la presidente con meno consenso al mondo, con un’approvazione tra il 2 e il 4%. Dopo anni di proteste per chiederne le dimissioni, nella notte di oggi 10 ottobre il Congresso l’ha destituita per “incapacità morale permanente”. Così Dina Boluarte lascia il Palacio del Gobierno di Lima con 122 voti a favore della mozione e un verdetto simbolico che pone fine a una stagione politica di isolamento, scandali e repressione.
Boluarte è salita alla presidenza nel dicembre 2022 dopo la destituzione e l’arresto di Pedro Castillo, di cui è stata vicepresidente. Entrambi eletti nel 2021 con Perú Libre, il partito di sinistra guidato da Vladimir Cerrón che ha raccolto il voto delle regioni andine e rurali. Avvocata e funzionaria pubblica, rappresenta l’ala più moderata del partito. Poco dopo l’insediamento ha rotto con Perú Libre, da cui è stata espulsa per tradimento ideologico. Una rottura che le ha consentito di restare al potere anche quando Castillo ha tentato di sciogliere il Congresso ed è stato arrestato.
Boluarte si era presentata come presidente “di transizione”, promettendo nuove elezioni in tempi brevi per ristabilire l’ordine istituzionale e la fiducia della popolazione. Ma in pochi mesi la promessa si è rivelata un calcolo politico: dopo aver rinviato la data del voto al 2024, ha smesso di parlarne, scegliendo di restare fino alla fine del mandato, nel 2026.










