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Ultimo aggiornamento: 12:16

La rappresentanza sindacale dei giornalisti di Repubblica contesta la scelta dell’editore Gedi e della direzione di pubblicare nuovamente la pagina pubblicitaria dell’associazione Setteottobre, in cui tra il resto si accusano i mezzi di informazione di essere permeati dalla “ideologia della violenza e dell’odio”. “Avevamo già protestato con l’azienda e con la direzione per la scelta di pubblicare tale annuncio contenente illazioni offensive verso tutte e tutti noi e verso il nostro lavoro, improntato su equilibrio e professionalità lungo due anni di guerra che hanno spaccato l’opinione pubblica e i governi”, scrive il comitato di redazione in un comunicato pubblicato venerdì sul quotidiano. “Un lavoro fatto in Italia e sui fronti di guerra in condizioni mai facili. Purtroppo, apprendiamo con rammarico che è stato deciso di accettare di nuovo questa inserzione pubblicitaria in nome di una presunta necessità di lasciar spazio a tutte le opinioni”.

L’associazione, che nel suo manifesto spiega di essere nata per “combattere il negazionismo e le false notizie, perseguire l’esaltazione del terrorismo e dell’antisemitismo, contrastare le ideologie totalitarie, promuovere lo studio e la difesa delle radici e dei valori delle nostre democrazie”, ha pubblicato su diversi quotidiani italiani la sua pagina pubblicitaria a partire da martedì scorso, giorno dell’anniversario della strage compiuta da Hamas nel 2023. La decisione di ospitarla è stata subito censurata dalla Federazione nazionale della stampa italiana, che ha rispedito al mittente l’accusa ai media.