Era stato un militante molti anni fa, con all’attivo varie presenze sul pratone di Pontida. Poi le condizioni di salute, racconta chi lo conosceva, gli avevano imposto di limitare il suo attivismo, ma senza fargli dimenticare il Carroccio: Pietro Novellini, 76enne di Mantova morto il 30 giugno dell’anno scorso, ha lasciato in eredità alla Lega un immobile in via Giustiziati, nel centro storico della città.
Gli altri beni dell’anziano sono andati alla moglie Clara e alla figlia Marianna, ma quei 51 mq – che attualmente ospitano un negozio di tatuaggi – sono diventati la testimonianza concreta di quanto ancora Novellini si considerasse legato al suo partito di riferimento.
“Era una persona molto intelligente e preparata, laureato in Matematica ed esperto informatico già negli anni in cui pochi sapevano cosa fosse un computer e come si utilizzasse – raccontano i militanti storici della Lega mantovana, gli unici che ancora si ricordano del periodo in cui Pietro Novellini frequentava la sede locale del partito – Alle riunioni, fino a quando la salute l’ha assistito, non mancava mai: preferiva rimanere in silenzio e ascoltare per la maggior parte del tempo, ma quando parlava lo faceva sempre a ragion veduta, con interventi mirati e ben ponderati”.







