«Questo deve essere il tempo dell’impresa che cresce, e l’Italia come l’Europa devono accelerare. In un mondo che cambia vorticosamente è una questione di ritmo» sostiene la presidente del Giovani industriali Maria Anghileri aprendo i lavori del tradizionale convegno di Confindustria, che quest’anno supera il traguardo dei 40 anni. «Noi – aggiunge – dobbiamo essere la generazione della crescita» e per questo «dopo anni estenuanti di “zero virgola”, di un ascensore sociale bloccato e di un progresso troppo lento per stare al ritmo dei concorrenti, diciamo basta: mentre l’Europa si danneggia da sola con la Global minimum tax, mentre abbiamo quasi distrutto l’industria dell’auto con il Green Deal, cambiamo marcia e facciamole nascere le nuove imprese europee, anziché affossarle».
«Uno Youth Deal per guardare al futuro»
Per questo Anghileri chiede «a tutte le forze politiche il coraggio di introdurre uno Youth Deal che abbatta il carico fiscale, burocratico e amministrativo sui giovani under 35». Nel nostro Paese si tratta di costruire quella che i Giovani industriali hanno chiamato la «Filiera Futuro», «un grande progetto che nasce per rimettere al centro della politica, delle istituzioni e dell’economia i giovani» puntando su temi come natalità, istruzione, innovazione e giovani imprese. Si tratta di posare «il primo mattone» di compiere «il primo passo», «per scardinare un Sistema Paese che negli ultimi anni è diventato profondamente ingiusto nei confronti dei giovani, sia che questi vogliano fare impresa, sia che abbiano scelto un lavoro dipendente». «Lo chiediamo il prima possibile.













