Da oggi entra in vigore la legge italiana sull’Intelligenza artificiale. E con essa entra in vigore il reato di deepfake, uno dei punti principali della normativa che pone l’Italia come primo paese europeo ad adottare un testo su questa tecnologia. Nel testo non si parla mai direttamente di deepfake, ma di video, audio e immagini alterati con strumenti di intelligenza artificiale che causano un danno alle persone coinvolte.

Cosa dice la legge: il reato di deepfake

Le parole usate nella legge (pubblicata in Gazzetta ufficiale il 25 settembre scorso) sono chiare: “Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Inoltre è aggiunto che questo delitto è “punibile a querela della persona offesa”.

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Inoltre si precisa che si procede d’ufficio “se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”, oppure “se è commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità, o di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate”. Procedere d’ufficio significa che l’azione giudiziaria viene avviata automaticamente non appena si viene a conoscenza del fatto.