“Io e Mirella prendevamo l’autobus per andare a scuola insieme e mi sono accorta che eravamo seguite da una macchina scura. A bordo c’erano due uomini. Sembravano mediorientali… Questo accadeva circa un anno prima della scomparsa…”. Sono parole, queste, di Simona De Santo, compagna di classe di Mirella Gregori, la quindicenne scomparsa da via Nomentana a Roma il 7 maggio del 1983. La De Santo, oggi cinquantenne è stata ascoltata dalla commissione di inchiesta Orlandi-Gregori che indaga sul mistero delle scomparse di Mirella e della cittadina vaticana Emanuela Orlandi, scomparsa anche lei nel 1983.
In quegli anni, proprio come Mirella, anche Simona era iscritta all’istituto professionale padre Reginaldo Giuliani, in via IV Novembre a Roma.. Ieri la donna ha dichiarato che lei e Mirella erano state tampinate nel 1982, quindi pochi mesi prima della scomparsa: “C’erano a bordo certamente due persone, non ricordo se tre. Una volta sono scesi, guardavano e basta, non hanno detto nulla – ha continuato la testimone -. Erano persone non italiane, con la pelle abbastanza scura, le ho definite “mediorientali”, ma non so dire la nazionalità. Di questo non ho messo, stupidamente, al corrente i miei genitori”. Ma la donna ha anche aggiunto che è certa che notò quell’auto diverse volte, sia all’andata sia al ritorno da scuola. Mesi fa, la sorella di Mirella Gregori, Maria Antonietta, aveva dichiarato di essere a conoscenza di questo evento, perché la stessa De Santo le aveva detto che lei e sua sorella Mirella erano state seguite da questa auto sia alla fermata del bus che davanti all’Upim, a Santa Maria Maggiore.






