GERUSALEMME - La suite con vista sul cratere era già stata allestita, in lontananza le rovine color ocra di Masada, simbolo della resistenza ebraica a oltranza, fino alla morte. Invece Benjamin Netanyahu e la moglie Sara — scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth — hanno dovuto cancellare il lungo fine settimana di vacanza nel deserto del Negev perché a Gerusalemme c’è da decidere una tregua, c’è da fermare la guerra che va avanti da 734 giorni.
Il primo ministro, che nei discorsi ama esaltare il sacrificio degli assediati nella fortezza pur di non cedere ai romani, è dovuto rimanere in ufficio per tentare di convincere i ministri ad approvare l’accordo mediato in Egitto e per ricevere Steve Witkoff, inviato di Donald Trump per il Medio Oriente, assieme a Jared Kushner, il genero del presidente americano. I due emissari di Trump, sempre secondo Yedioth, hanno partecipato alla riunione in cui i ministri israeliani discutevano il piano, a dimostrazione dell’influenza (e del pressing) degli Stati Uniti.












