Se ci sarà un'operazione di peacekeeping a Gaza, l'Italia si prepara ad avere un ruolo di primo piano con le proprie Forze armate: dai Carabinieri fino all'eventuale richiesta di contingenti in chiave Onu. Anche se per ora non c'è nulla di definitivo, eventuali sviluppi su numeri e futuri assetti potrebbero entrare in una bozza solo qualora arrivassero domande esplicite da Washington: la prima occasione è il vertice di Parigi per l'attuazione del piano di pace Usa, a cui per l'Italia partecipa il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

È già qui che il tema sull'utilizzo dei contingenti potrebbe emergere, visto che tra i punti cardine della discussione ci sarà anche la stabilizzazione della Striscia, la ricostruzione e il ruolo delle Nazioni Unite. E l'assist definitivo parte dal ministro della Difesa Guido Crosetto: "Per quanto riguarda il futuro, e cioè la concreta realizzazione del piano di pace degli Stati Uniti per Gaza, ovviamente l'Italia, e in particolare le Forze armate, sono e saranno pronte a fare la loro parte, come hanno sempre fatto e come hanno dimostrato, in tutte le missioni internazionali cui partecipano, di saper fare. L'Italia c'è e ci sarà sempre quando si tratta di sostenere i processi di pace".