Il premio Nobel per la Pace 2025 è stato assegnato a María Corina Machado, leader dell'opposizione democratica venezuelana, "per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta nel raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia". La scelta del Comitato norvegese per il Nobel premia una figura che da mesi vive nascosta in Venezuela, mentre i suoi figli e la famiglia sono all'estero, e che continua a guidare l'opposizione al regime di Nicolás Maduro.Secondo quanto comunicato da Erik Aasheim, portavoce dell'istituzione, quest'anno il numero di candidature ha raggiunto un livello record con 338 nominati, di cui 244 individui e 94 organizzazioni, superando le 286 candidature dell'anno precedente, e secondo soltanto alle 376 candidature del 2016. Il premio, che consiste in una medaglia d'oro, un diploma e un assegno di 11 milioni di corone svedesi (circa 810mila sterline), verrà consegnato il 10 dicembre nell'anniversario della morte di Alfred Nobel, mentre i nomi dei candidati rimarranno segreti per 50 anni come previsto dallo statuto della Fondazione Nobel. È la 105esima volta che questo riconoscimento viene assegnato dal 1901 a oggi.Come siamo arrivati all'assegnazione del Nobel per la Pace 2025Chi è Maria Corina MachadoUn premio che arriva nel momento più buioTrump ci credeva davveroChi è María Corina MachadoMaría Corina Machado, nata a Caracas il 7 ottobre 1967, rappresenta oggi il simbolo della resistenza democratica in America Latina. Laureata in ingegneria industriale e con un master in finanza, nel 1992 fondò la Fundación Atenea per prendersi cura dei bambini di strada di Caracas. La sua carriera politica inizia nel 2010, quando viene eletta all'Assemblea nazionale con il numero di voti più alto di tutto il paese. Durante il suo mandato, nel 2014 denuncia apertamente le violazioni dei diritti umani del regime chavista: oltre 1.700 arresti, 500 feriti, 34 omicidi e 59 casi di tortura. Per questo coraggio, nel 2015 viene interdetta dai pubblici uffici.Il punto di svolta arriva nel 2023, quando, da leader del partito Vente Venezuela, trionfa nelle primarie della Piattaforma unitaria (PU), la coalizione dell’opposizione, ottenendo una vittoria netta che gli consente di sfidare Nicolás Maduro alle elezioni presidenziali del 2024. Il regime la dichiara ineleggibile e al suo posto si candida Edmundo González Urrutia, ma Machado rimane a guidare la campagna elettorale del partito. Alle elezioni del 28 luglio 2024, il consiglio elettorale proclama Maduro vincitore, ma non rende pubblici i dati completi delle votazioni, alimentando dubbi sull’affidabilità del processo elettorale. Di fronte a questa situazione, l’opposizione decide di rendere pubblici migliaia di documenti ufficiali, registri e testimonianze che indicano chiaramente una vittoria di Edmundo González Urrutia, con oltre il 67% dei voti. La discrepanza tra le due versioni dei risultati provoca allarme internazionale: diverse missioni e osservatori esterni confermano l’esistenza di irregolarità e frodi elettorali.Dopo la riconferma, il regime intensifica la repressione, arrestando oltre 2.400 persone e trattenendo arbitrariamente anche stranieri, tra cui il cooperante italiano Alberto Trentini, detenuto senza accuse dal novembre 2024. Il 9 gennaio 2025, Machado riappare brevemente in pubblico per guidare una manifestazione a Caracas, ma viene arrestata dalle forze di sicurezza, prima di essere rilasciata per la pressione internazionale. Da allora vive nascosta in Venezuela in un luogo segreto. Il marito, le sorelle, la madre ottantenne e i suoi tre figli – Ana Corina, Ricardo ed Henrique – hanno tutti lasciato il paese. Nonostante le minacce e l'impossibilità di vedere la sua famiglia, continua la sua battaglia con il motto "Hasta el final" (Fino alla fine). Nel 2024 ha ricevuto il premio Sakharov dal Parlamento europeo.Un premio che arriva nel momento più buioMai come oggi la pace mondiale si trova a un punto critico. Secondo quanto riporta The National, il numero di conflitti armati nel 2024 ha raggiunto il livello più alto mai registrato dal 1946, anno in cui l'Università di Uppsala in Svezia ha iniziato a compilare il proprio database. La decisione del comitato arriva quindi in un momento storico in cui la pace appare più fragile che mai, il che rende ancora più significativo il messaggio che Oslo intende lanciare.Jørgen Watne Frydnes, presidente del Norwegian Nobel Committee, ha spiegato di recente che la commissione guarda al quadro complessivo di ciascun candidato. Nel caso di individui valuta l'intera personalità, nel caso di organizzazioni l'insieme delle attività, anche se alla fine l'elemento decisivo resta sempre quello che il candidato ha effettivamente fatto per la pace. Halvard Leira, direttore del Norwegian Institute for International Affairs, ha sottolineato come le scelte recenti del comitato mostrino un ritorno ai temi classici della pace: diritti umani, democrazia, libertà di stampa e diritti delle donne. Gli analisti internazionali si aspettano quindi un vincitore non controverso, probabilmente impegnato lontano dai riflettori in attività concrete.Trump ci credeva davveroDonald Trump, invece, che ha sostenuto pubblicamente di meritare il Nobel per la Pace, affermando di aver contribuito a risolvere otto conflitti durante il suo secondo mandato, non è stato considerato. Diverse candidature a suo favore sono state presentate da leader internazionali, tra cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il premier cambogiano Hun Manet e i governi di Pakistan, Armenia e Azerbaigian. Molte di queste nomine, però, sono arrivate dopo la scadenza del 31 gennaio e saranno quindi valutate per il premio del 2026. Gli esperti ritenevano comunque improbabile che Trump avrebbe potuto aggiudicarsi il premio, citando le sue scelte politiche e diplomatiche contrarie agli ideali del Nobel: il ritiro degli Stati Uniti da organizzazioni internazionali, le guerre commerciali con alleati e avversari, le minacce di occupare la Groenlandia con la forza e gli attacchi alla libertà accademica delle università americane.
María Corina Machado riceve il premio Nobel per la Pace 2025
María Corina Machado è stata insignita del Nobel per la Pace 2025. La leader dell'opposizione in Venezuela è stata scelta dal Comitato norvegese nonostante Trump ci credesse per davvero










