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Pierpaolo Lio

Erano stati arrestati durante la prima fase degli scontri pro Pal del 22 settembre. «Non hanno partecipato alla guerriglia, ora dovranno frequentare incontri sulla fragilità». Erano già tornati a scuola con un permesso speciale

«Si ritiene fondamentale che i ragazzi frequentino regolarmente la scuola», e gli arresti domiciliari disposti per loro dal gip, pur con l’autorizzazione a frequentare le lezioni, sarebbero «sproporzionati rispetto al rischio di reiterazione del reato». Per questo motivo i due 17enni arrestati durante la prima fase degli scontri pro Pal del 22 settembre in stazione Centrale, a Milano, sono tornati liberi.

A deciderlo è stato il Tribunale del Riesame a cui si sono rivolti i legali dei due liceali del Carducci, gli avvocati Mirko Mazzali e Guido Guella. I giudici hanno evidenziato come i due siano stati coinvolti in realtà «solo nella primissima parte dei disordini», quelli all’interno della stazione, senza partecipare ai «più gravi fatti di guerriglia urbana» proseguiti all’aperto, tra piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani. Inoltre, i due avrebbero dato prova di aver «compreso sia la gravità dell'essersi lasciati coinvolgere» nei disordini, sia «la necessità - scrivono - dell'assunzione di conseguenti provvedimenti da parte delle istituzioni».