Una quarantina di gazawi, comprese famiglie con bambini, anche piccolissimi, e parenti di cittadini italiani. Hanno presentato ricorsi urgenti per l’ingresso in Italia. Come il Fatto ha già raccontato, ai primi di agosto il Tribunale di Roma ha accolto quei ricorsi imponendo al ministero degli Esteri l’immediato rilascio dei visti umanitari. “La discrezionalità (dello Stato, ndr) deve essere esercitata nel rispetto dei principi costituzionali e degli obblighi internazionali vincolanti per lo Stato”, ha scritto il Tribunale nelle ordinanze, citando anche la Convenzione per la prevenzione e la prosecuzione del crimine di genocidio, che non solo punisce, ma obbliga gli Stati firmatari a prevenire il genocidio. Ma nonostante l’ordine del Tribunale, per due mesi lo Stato italiano è rimasto “inerte e silenzioso”, scrivono in una lettera i legali che hanno presentato i ricorsi, rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Di seguito la lettera firmata dagli/le avvocati/e e operatrici ASGI dei nuclei familiari gazawi, Mariacesarea Angiuli, Dario Belluccio, Sara Puddu, Erminia S. Rizzi, Mariateresa Veltri, Nazzarena Zorzella.
PRESIDENTE MELONI: PERCHÉ IL SUO GOVERNO NON RILASCIA I VISTI D’INGRESSO IN ITALIA ORDINATI DAL TRIBUNALE PER NUCLEI FAMILIARI DI GAZA?






