Avrebbe soffocato i gemellini appena partoriti e poi ha occultato i due cadaveri all’interno dell’armadio dove poi sono stati scoperti a causa del cattivo odore che usciva dal mobile. Con l’accusa di duplice infanticidio è finita ai domiciliari Sara Genovese, la ragazza di 25 anni che, nel luglio 2024, a Reggio Calabria si era presentata in ospedale, accusando dei malori e negando di essere mai stata incinta. Su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli e del sostituto Chiara Greco, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita dalla squadra mobile. Alla ragazza, inoltre, è stato applicato anche il braccialetto elettronico.

La vicenda è venuta fuori quando i genitori della giovane indagata, residente a Pellaro nella zona sud della città, hanno chiamato la polizia dopo aver trovato i due gemelli senza vita avvolti in una coperta mentre la figlia, oggi arrestata, era ricoverata nel reparto di Ostetricia e ginecologia. Le indagini si sono sviluppate partendo dalla visione dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dai filmati, gli investigatori hanno la certezza che la ragazza fosse sola all’interno dell’abitazione tra le 19 e le 20.30 dell’8 luglio, presunto orario del parto e della morte dei bambini. Decesso che sarebbe avvenuto per soffocamento stando agli accertamenti di natura biologica effettuati anche sul materiale organico sequestrato presso il Policlinico di Messina dove la venticinquenne, in un secondo momento, si era stata sottoposta ad intervento di raschiamento. L’esame del dna, infatti, ha confermato che i due neonati erano figli dell’indagata e che erano nati vivi.