Milano, 9 ott. (askanews) – “Il disastro del Vajont del 1963 vive ancora nella memoria collettiva nazionale ed è monito quotidiano per il rispetto del nostro territorio. In quella catastrofe si sono infatti intrecciate tutte le contraddizioni dello sviluppo economico e industriale del Dopoguerra che considerava quasi ininfluente l’elemento naturale”. Lo dichiara Matteo Favero, Responsabile Ambiente e Infrastrutture del Pd Veneto, in occasione del prossimo 62° Anniversario della tragedia del Vajont, avvenuta il 9 ottobre del ’63.
“Nei circa 2.000 morti di quel lontano 9 ottobre e nei paesi colpiti da quella tragedia – prosegue Favero – il convitato di pietra fu sempre quello del valore della natura rispetto all’importanza dell’interesse economico. Oggi per fortuna lo scenario è diverso, secondo i dati di Unioncamere, in Veneto entro il 2026 saranno oltre mezzo milione i lavoratori con competenze green necessari al sistema economico e industriale regionale. Questo senza contare le potenzialità di ulteriore crescita che potrebbe generarsi grazie alle frontiere dell’innovazione che alla digitalizzazione aggiunge la componente organica della sostenibilità e della responsabilità sociale per le comunità venete. Un treno che, pensiamo all’occasione svanita per il Veneto a trazione leghista con la mancata nascita della Giga Factory, rischiamo di perdere”.






