La città di New York ha aperto un fronte giudiziario senza precedenti contro i colossi del web. In una causa federale di oltre 300 pagine, presentata l’8 ottobre, l’amministrazione cittadina accusa Meta, Alphabet, Snap e ByteDance di aver progettato piattaforme “che creano dipendenza” e danneggiano la salute mentale dei ragazzi.

Accuse di certo non nuove e che si aggiungono alle decine di cause su questa falsa riga presentate nel tempo dagli enti e dalle organizzazioni più disparate. Secondo la denuncia, i social avrebbero “sfruttato la psicologia e la fisiologia dei giovani” per mantenerli online il più a lungo possibile, utilizzando algoritmi in grado di stimolare gratificazioni immediate e comportamenti compulsivi. Viene da dire: e non abbiamo ancora visto cosa succederà con l’intelligenza artificiale – vedi alla voce Sora 2 o Vibe su Meta AI.

La città chiede che i giganti del tech rispondano dei costi sanitari e sociali generati da quella che definisce una “crisi di salute pubblica”. Nella causa si cita un dato allarmante: oltre il 77% degli studenti delle scuole superiori trascorrerebbe più di tre ore al giorno sui social con effetti dirompenti su sonno, concentrazione e rendimento. Tra i fenomeni collegati, a dirla tutta in modo un po’ fragile, anche il cosiddetto subway surfing, le acrobazie sui treni che dal 2023 hanno causato almeno 16 vittime. Il commissario alla Salute di New York aveva già definito i social “una minaccia per la salute pubblica”, un giudizio che ora trova eco in un’azione legale ufficiale che potrebbe diventare un precedente per altre città americane.