Mercoledì il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge che istituisce il 4 ottobre come giorno di festa nazionale, dedicato a San Francesco in quanto patrono d’Italia. Nel promulgarla, però, Mattarella ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato segnalando alcuni «aspetti critici» della legge.
Mattarella ha fatto notare come la proposta di legge renda il 4 ottobre sia una festività nazionale, dedicata a San Francesco, che una “solennità civile”, dedicata a Santa Caterina da Siena. Sono due tipi di ricorrenze diversi con effetti diversi, e che secondo Mattarella non possono coesistere. La festività nazionale comporta la chiusura di scuole e uffici pubblici, e il pagamento di un giorno festivo a chi invece lavora. La solennità civile invece è un giorno in cui dovrebbero essere organizzate cerimonie, iniziative e incontri, in particolare nelle scuole (come nel caso della Giornata della memoria del 27 gennaio, per fare un esempio). Ma se è festa nazionale le scuole sono chiuse.
Tra le altre cose Mattarella ha fatto notare che la legge va corretta perché è scritta male:
Non posso, infine, non sottolineare l’esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci.












