Non è ancora stato autorizzato, ma il farmaco già spopola nel web. Negli ultimi tempi infatti sui social network si condividono video di utenti che affermano di assumere il farmaco Retatrutide ottenendo risultati “straordinari” in termini di perdita di peso. L’hashtag “#reta” è diventato quindi molto popolare e ha raggiunto decine di migliaia di menzioni, ma è stato rapidamente ostacolato dalle piattaforme. TikTok ha bloccato gli hashtag #retatrutide e #reta “e continuerà a rimuovere i contenuti che risultano in violazione delle Linee Guida della Community” -, ha spiegato l’azienda.
Che cos’è la nuova molecola
La nuova molecola si chiama Retatrutide. È ancora in fase di sperimentazione – e non sarà disponibile sul mercato prima del 2026-2027 – ma i risultati preliminari hanno già acceso un forte interesse nella comunità scientifica. È un farmaco appartenente alla stessa famiglia di farmaci dimagranti di cui fanno parte i ben noti Semaglutide e Tirzepatide. La sua particolarità è quella di essere un triplo agonista, cioè di agire contemporaneamente su tre recettori ormonali: GLP-1, GIP e glucagone. In altre parole, sfrutta meccanismi diversi ma complementari. Il GLP-1 rallenta lo svuotamento dello stomaco e aumenta il senso di sazietà; il GIP amplifica l’effetto di stimolo all’insulina e contribuisce anch’esso al controllo dell’appetito; il glucagone, che di solito tende ad alzare la glicemia, in questo caso favorisce anche la lipolisi, cioè lo scioglimento dei grassi, migliorando il metabolismo dei lipidi. Ma “c’è una grande differenza tra l’annuncio di una sperimentazione in fase avanzata e il farmaco approvato e disponibile per i pazienti – spiega al FattoQuotidiano.it la professoressa Anna Maria Colao, endocrinologa e past president Sie (Società italiana di endocrinologia), professore ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo, cattedra Unesco di Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile, università Federico II di Napoli . “Un farmaco non nasce già pronto per la clinica, passa per studi preclinici, poi per tre fasi sperimentali sull’uomo: fase 1 (studi su esseri umani sani); fase 2 (dose-risposta e sicurezza nei pazienti); fase 3 (efficacia clinica su larga scala). Solo se i dati sono solidi le agenzie regolatorie — FDA, EMA e poi AIFA — approvano il dossier”. E qui sta il punto: la Retatrutide è ancora in sperimentazione e non ha superato definitivamente questo percorso.






