Mattarella e Meloni hanno ricevuto le squadre campioni del mondo donne e uomini

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L'orgoglio italico viaggia sotto rete. Le medaglie d'oro del volley maschile e femminile azzurro approdano nei palazzi istituzionali: il presidente della Repubblica Mattarella e la premier Meloni hanno infatti celebrato la storica doppietta mondiale riuscita solo all'ex Urss.«Formidabili, i vostri successi sono la ricompensa di sacrificio e passione, è importante stimolare giovani alla pratica sportiva», così il capo dello Stato che si è appassionato davanti alla tv alle vicende dei sestetti azzurri. «Fierissimi di voi, continuate così, ci avete regalato emozioni straordinarie», le parole della presidente del Consiglio - accompagnata dal ministro Giorgetti, in passato consigliere Fipav - che ha ritagliato uno spazio nella sua agenda piena (ieri il governo discuteva della legge di bilancio, ndr).Questi incontri stanno diventando un appuntamento fisso, segno che lo sport italiano gode di ottima salute. «È la terza volta che vengo al Quirinale in 100 giorni», così il n.1 del Coni Buonfiglio. Stavolta l'onore è toccato alle truppe quasi al completo (mancava solo chi gioca all'estero, tra cui capitan Giannelli, ma c'era Lavia, infortunatosi alla vigilia dell'avventura iridata) di De Giorgi e Velasco, dei quali Mattarella ha ammirato «la serenità con cui nei time out trasmettevano suggerimenti preziosi ed efficaci».«Quando il presidente ci riceve, ci riceve tutta l'Italia che lei rappresenta - così Velasco, da 42 anni nel nostro paese -. In un tempo in cui le divisioni vanno per la maggiore, lo sport può dire la sua per una cultura democratica. La Nazionale femminile è un modello da ammirare, abbiamo molte diversità, che riescono a vincere insieme, senza rinunciare alle proprie identità». Fioccano i ringraziamenti a Mattarella tra sorrisi e nessun imbarazzo. «Lei è il nostro motivatore, quando partiamo per una competizione il desiderio è tornare qui», così De Giorgi che si augura un tris, dopo il 2022 e ieri, prima della fine del mandato («più breve del suo, Presidente...»).