Quando il Presidente della Repubblica ci riceve vuol dire che tutta l’Italia ci riceve. Per noi si tratta di un’importante giornata, soprattutto in un momento storico dove le divisioni, purtroppo, la fanno da padrone. Credo che però lo sport possa difendere una cultura democratica e convivere con la diversità. La squadra femminile credo sia un modello da seguire e ammirare. Abbiamo molta diversità, una diversità vincente e che riesce a lavorare insieme, perché si lavora per un’unica funzione, quella di raggiungere un determinato obiettivo, quello di vincere. Credo che la gente abbia riconosciuto il valore delle ragazze e soprattutto si sia impersonificata nell’atteggiamento messo in campo. Per come le stesse atlete hanno giocato. Come fatto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e ora ai Mondiali. Queste ragazze non hanno mai mollato, dimostrando grande unità. Abbiamo in rosa molte culture diverse a partire da me che vengo dall’Argentina ma che mi sono innamorato follemente di questo Paese. Abbiamo atlete che vengono da regioni differenti, giocatrici che hanno genitori provenienti da Paesi diversi. Questo fattore credo possa rappresentare in pieno la nuova società, sia in Italia sia in Europa. La squadra ha dimostrato di difendere la bandiera italiana e gli ideali del Paese riuscendo a portare il tricolore in cima al mondo. Un giornalista mi chiedeva di quanto è difficile metter insieme tante individualità. Non è stato difficile perché le ragazze hanno tanta motivazione. Loro rappresentano un movimento straordinario. Siamo la punta di un iceberg ma dietro c’è un intero movimento di primissimo livello. Abbiamo la fortuna di esser tornati al Quirinale, tornare a vincere è molto difficile. Il prossimo anno faremo finta di aver perso per sperare di tornare un’altra volta al Quirinale a festeggiare insieme a lei, signor Presidente.— * Pubblichiamo l’intervento del ct Velasco all’incontro di ieri al Quirinale tra il presidente Mattarella e le Nazionali di pallavolo femminile e maschile campioni del mondo.
Lo sport difende la cultura democratica
Quando il Presidente della Repubblica ci riceve vuol dire che tutta l’Italia ci riceve. Per noi si tratta di un’importante giornata, soprattutto in un momento storico dove le divisioni, purtroppo, la fanno da padrone. Credo che però lo sport possa difendere una cultura democratica e convivere con la diversità. La squadra femminile credo sia un modello da seguire e ammirare. Abbiamo molta diversità, una diversità vincente e che riesce a lavorare insieme, perché si lavora per un’unica funzione, quella di raggiungere un determinato obiettivo, quello di vincere. Credo che la gente abbia riconosciuto il valore delle ragazze e soprattutto si sia impersonificata nell’atteggiamento messo in campo. Per come le stesse atlete hanno giocato. Come fatto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e ora ai Mondiali. Queste ragazze non hanno mai mollato, dimostrando grande unità. Abbiamo in rosa molte culture diverse a partire da me che vengo dall’Argentina ma che mi sono innamorato follemente di questo Paese. Abbiamo atlete che vengono da regioni differenti, giocatrici che hanno genitori provenienti da Paesi diversi. Questo fattore credo possa rappresentare in pieno la nuova società, sia in Italia sia in Europa. La squadra ha dimostrato di difendere la bandiera italiana e gli ideali del Paese riuscendo a portare il tricolore in cima al mondo. Un giornalista mi chiedeva di quanto è difficile metter insieme tante individualità. Non è stato difficile perché le ragazze hanno tanta motivazione. Loro rappresentano un movimento straordinario. Siamo la punta di un iceberg ma dietro c’è un intero movimento di primissimo livello. Abbiamo la fortuna di esser tornati al Quirinale, tornare a vincere è molto difficile. Il prossimo anno faremo finta di aver perso per sperare di tornare un’altra volta al Quirinale a festeggiare insieme a lei, signor Presidente.— * Pubblichiamo l’intervento del ct Velasco all’incontro di ieri al Quirinale tra il presidente Mattarella e le Nazionali di pallavolo femminile e maschile campioni del mondo.









