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Valentina Santarpia

«Meloni? Potrebbe essere una di noi, si sente in colpa». Non farcela? «Uno stile di vita». Stasera la festa a Roma, in un tour che copre tutta Italia: «Uomini esclusi». Dal blog un movimento che organizza sit-in, spettacoli, flash mob: 400 mila followers, soprattutto donne

La mamma perfetta? Non esiste. E lo sappiamo tutti, ma non si può dire. Anzi, non si poteva dire, finché non sono arrivate loro, le travolgenti, innominabili, ma citatissime (e copiatissime) mamme di m...a. Sono loro ad aver sdoganato la possibilità di raccontare non solo la parte meravigliosa della maternità, del parto, della convivenza con le creature che amiamo di più al mondo: «Perché non è solo l'esperienza più bella della vita, ma anche un'esperienza faticosa, complessa, che spesso ci fa sentire fragili, incapaci, inadeguate. E si fa fatica ad ammetterlo», spiega Francesca Fiore, 41 anni, madre di due ragazzine di 15 e 12 anni, lucana di origini ma torinese di fatto, che insieme a Sarah Malnerich, romana, 45 anni e una figlia di 10, ha fondato quasi dieci anni fa un «movimento» che ora è seguito da 400 mila persone e organizza feste, sit-in e spettacoli in tutta Italia.

Come è nata l'idea?«Proprio dal fatto che non mi sentivo rappresentata dalla narrazione della maternità che vedevo in giro: avevo due figlie piccole, era il 2016, e mi sentivo sull'orlo di una crisi di nervi- spiega Francesca-. Vedevo mamme pazienti, figli bravissimi, gente che non faceva una sola notte in bianco, e invece io, pur amandole tantissimo, sognavo quando se ne sarebbero andate via di casa. La verità è che nella maternità possono coesistere un amore sconfinato per un essere per cui daresti la vita e una maledizione continua per averlo creato. Così ho iniziato a scrivere un blog su wordpress, a raccontare queste emozioni, e incredibilmente mi sono accorta che le donne rispondevano, condividevano. Ho coinvolto un'altra ragazza, che poi ci ha abbandonato, e Sarah, che leggevo su Facebook con piacere per il suo stile dissacrante, la sua ironia, molto affini a me. Certo, non immaginavamo che da quello potesse succedere tutto questo: ora siamo diventate autrici, scrittrici, performer, il nostro progetto è diventato importante. E ha contribuito a cambiare una narrazione che era quella prevalente».