Che cosa c’è di strano se una donna che ha dei figli dice che per lei fare la mamma è naturale? Nulla, in teoria. Ma se la mamma in questione è Giorgia Meloni salta la logica e pure il buon senso, salta tutto quello che vale per le altre donne e le altre mamme. Succede che la premier abbia deciso di fare un viaggio di due giorni a New York con sua figlia Ginevra per festeggiare il compleanno della piccola. Che cosa c’è di strano? Nulla, in teoria. In pratica questo viaggetto, una parentesi piccola piccola ritagliata da un’agenda piena di impegni, per Italia Viva diventa un caso nazionale, una scandalosa evasione. L’ennesimo pretesto per attaccare la Meloni accusandola di aver usato voli di Stato per scopi personali con tanto di insinuazioni, illazioni, fino a precipitare nel baratro delle offese.

Palazzo Chigi ha smentito precisando che la premier è stata a New York «in veste privata con sua figlia Ginevra, che tra qualche giorno compie gli anni. Il viaggio era il regalo di compleanno per sua figlia. Entrambe hanno viaggiato con voli di linea all’andata e al ritorno, perché il presidente Meloni non ha mai utilizzato voli di Stato per ragioni private». Poteva finire qui. In un mondo normale sarebbe finita qui, con la smentita ufficiale. Ma siccome di mezzo c’è Giorgia Meloni questo viaggetto è diventato un nuovo capitolo di una storia infinita. Accade così ogni volta che la Meloni sceglie di fare la mamma, ogni volta che trascorre in pubblico del tempo con sua figlia. Quando portò la piccola in Cina, molti dell’opposizione si trasformarono in pedagogisti montessoriani e steineriani: «Ma è opportuno portare una bimba in un viaggio così lungo?», si domandavano.