C’è un gesto che facciamo senza pensarci mai: aprire gli occhi. Li apriamo ogni mattina per leggere il mondo, per riconoscere i volti che amiamo, per orientarci nella vita. Eppure, finché la vista non inizia a cedere, non ci rendiamo conto di quanto dipenda da noi mantenerla viva. La Giornata Mondiale della Vista, che si celebra il 9 ottobre, non è solo un richiamo alla prevenzione: è un invito a fermarci un momento e guardare davvero, con consapevolezza, ciò che spesso diamo per scontato. Perché la salute visiva non si protegge con la fortuna, ma con gesti quotidiani: un controllo, una pausa davanti allo schermo, un paio di occhiali da sole usati con costanza.

Tre disturbi - occhio secco, miopia e cataratta - raccontano meglio di ogni campagna quanto il nostro stile di vita moderno stia mettendo alla prova gli occhi. Ne parliamo con Francesco Bandello, Direttore dell’Unità di Oculistica, Irccs Ospedale San Raffaele, Università Vita-Salute San Raffaele e presidente dell’Associazione Pazienti Malattie Oculari (Apmo), che spiega le regole d’oro per difendere la vista.

Occhio secco: respirare per vedere bene

L’occhio secco è un compagno silenzioso della vita digitale. Ore di computer, schermi, aria condizionata: bastano questi ingredienti per alterare il delicato equilibrio del film lacrimale. Secondo uno studio pubblicato su BMC Public Health nel 2025, più del 60% dei lavoratori, sia indoor che outdoor, riferisce sintomi da occhio secco, con impatti diretti sulla concentrazione e sulla qualità della vita. Un altro lavoro apparso su PubMed ha mostrato che anche i miopi - spesso giovani adulti - presentano una prevalenza del disturbo superiore al 45%. Idratare gli occhi significa proteggerli: piccoli gesti, ripetuti ogni giorno, valgono più di qualunque collirio occasionale. “Io consiglio di adottare alcuni comportamenti semplici: fare pause regolari durante il lavoro al computer, sbattere più spesso le palpebre, bere acqua a sufficienza e mantenere gli ambienti con un’umidità adeguata”, spiega Bandello. “Un metodo che funziona molto è la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti, alzare lo sguardo e osservare per 20 secondi un oggetto lontano, a circa 6 metri. Se i sintomi persistono, rivolgersi all’oculista è fondamentale: oggi esistono terapie specifiche che possono aiutare”.