di
Rosarianna Romano
La docente finita nella bufera per aver detto che «a 25 anni è meglio consegnare le pizze che studiare Medicina», chiarisce: «Consegnare le pizze di sera può essere l'unico sistema per continuare a studiare»
«Sono dispiaciuta per quanto successo, soprattutto per il rapporto con i ragazzi». A parlare è la professoressa dell'Università di Bari che, secondo quanto riportato dall'associazione studentesca Udu, a margine di una lezione della facoltà di Medicina, avrebbe detto che «si dovrebbe studiare medicina solo se si proviene da un liceo, classico o scientifico». E ancora che «se avesse avuto un figlio che segue il semestre filtro a 25 anni, lo avrebbe piuttosto mandato a "consegnare le pizze"».
«In realtà in un momento di intervallo, tra una lezione e l'altra – spiega la docente -, sul tema dell'iscrizione a Medicina e del semestre filtro, ho detto di stare attenti a non insistere per troppi anni, perché a un certo punto, avvicinandosi ai 30 anni, si potrebbe aver bisogno di avere uno stipendio. E, di conseguenza, di lavorare. Ma siccome la frequenza a medicina è obbligatoria, si è costretti a seguire le lezioni la mattina e a studiare negli altri momenti della giornata. Per questo ho detto che ci si potrebbe trovare nelle condizioni di cercare un lavoro serale, quale quello di consegnare le pizze, occupazione che permetterebbe di studiare e lavorare contemporaneamente. Non volevo assolutamente dire "andate a consegnare le pizze"».







