di
Cinzia Semeraro
La ministra dell'Università e della Ricerca contesta le affermazioni di una docente di Medicina di Bari, ricordando che il semestre aperto è stato «pensato per superare test di ingresso e corsi di preparazione privati»
Un 25enne che si iscrive a Medicina sarebbe meglio che «consegnasse pizze»; e dovrebbero studiare Medicina soltanto i diplomati di classico e scientifico. Le affermazioni di una docente di Medicina dell'Università di Bari fanno infuriare anche la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. La titolare del dicastero afferma che si tratta di «parole che tradiscono la missione stessa dell'Università, fondata sul rispetto, sull'inclusione e sul valore del merito».
Secondo Bernini queste affermazioni «diventano ancor più inaccettabili se riferite al semestre aperto di Medicina, pensato per superare test di ingresso e corsi di preparazione privati. Un sistema che allarga le opportunità, garantisce l'accesso indipendentemente dalle condizioni economiche e valorizza i talenti e le aspirazioni di migliaia di giovani. Mi auguro che l'Ateneo e la docente - conclude la ministra - possano chiarire al più presto l'accaduto, perché nessuno studente deve sentirsi escluso o umiliato nel suo diritto di studiare».






