Il governo accelera e punta a chiudere la manovra entro metà ottobre. Con qualche giorno d'anticipo rispetto alla scadenza del 20 ottobre, il disegno di legge di bilancio dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri insieme al Documento programmatico di bilancio (Dpb) da inviare a Bruxelles. Potrebbe essere messo sul tavolo del Cdm anche il decreto fiscale che spesso accompagna la manovra. Una riunione è al momento prevista per il 13, ma in attesa della convocazione ufficiale la data è ancora ballerina.

In vista del rush finale la maggioranza fa il punto e si riunisce a Palazzo Chigi per circa due ore e mezza con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per fare il punto e sciogliere gli ultimi nodi. C'è da definire se il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef, dal 35% al 33%, per dare ossigeno al ceto medio si limiterà allo scaglione 28mila-50mila euro, come ha lasciato intuire anche la premier, o se alla fine si estenderà fino a 60mila come chiede Forza Italia.

C'è poi da capire come ridimensionare la nuova rottamazione fortemente voluta dalla Lega: su 8 o 9 anni, con un versamento minimo di 50 euro per accelerare la sanatoria sulle piccole cifre. L'entità delle due misure, secondo fonti di maggioranza, dipenderebbe comunque dal contributo che arriverà dalle banche. Il governo è intenzionato a chiedere una mano "come l'anno scorso", ha già detto la presidente del consiglio, ribadendo che non c'è alcun intento "punitivo".