Il 10 e 11 ottobre a Milano la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ospiterà la seconda edizione del Festival dell’Economia Critica. Due giorni, 20 incontri e 70 ospiti internazionali “per interrogarsi – scrivono gli organizzatori – sullo stato del capitalismo e ripensare il ruolo dello Stato a favore di un’economia che sia realmente nell’interesse di tutte e tutti” (qui il programma). A curare l’evento è l’economista Emanuele Felice, docente di Storia economica all’Università IULM di Milano, già responsabile Economia del Partito democratico e autore del libro ‘Manifesto per un’altra economia e un’altra politica‘ (Feltrinelli, 2025) in cui, tra l’altro, ragiona di come “restituire alla politica democratica il suo primato per governare lo sviluppo economico e tecnologico” spiega al Fatto Quotidiano. La sfida? Quella al centro del Festival: costruire un’economia equa, sostenibile e orientata al benessere collettivo.
Emanuele Felice, non è questo il migliore dei mondi possibili?
Non so se il nostro obiettivo sia cercare il migliore dei modi possibili. Quello che noi dovremmo cercare di fare è migliorare il mondo e penso che l’ideologia di un sistema capitalista lasciato a sé stesso, che governa la politica e l’etica, non faccia migliorare il mondo, ma lo faccia peggiorare. Dall’aumento delle disuguaglianze alla riduzione dei diritti sociali. Dalla crisi climatica ambientale al crollo dell’ordine internazionale fondato sullo stato di diritto. Infine, la crisi del dibattito pubblico, ridotto a un approccio superficiale, fazioso e di corto respiro.







