«Dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di spostare il Festival internazionale dell’economia dal primo week end di giugno all’autunno». L’annuncio è di Pietro Garibaldi, docente di Economia all’Università e coordinatore del Torino Local Committee, il comitato promotore della kermesse. I giorni da segnare in rosso sul calendario per la quinta edizione sono quelli che vanno dal 22 al 25 ottobre 2026. «Abbiamo di fronte una lunga rincorsa: siamo certi di fare molto bene con 15 mesi di preparazione».
Garibaldi, quali sono i motivi di questo “trasloco temporale”?
«Insieme al direttore scientifico Tito Boeri, Giuseppe Laterza e le altre persone coinvolte nel Tolc ci abbiamo pensato a lungo. A Torino l’evento nazionale per eccellenza che si tiene nella tarda primavera è il Salone del Libro. Nel primo week end di giugno le scuole, da sempre al centro del nostro progetto, sono impegnate con gli scrutini e il loro coinvolgimento non è così semplice».
Lo spostamento di date allontana anche una sovrapposizione con il Festival dell’Economia di Trento, in programma a fine maggio.
«La loro impostazione è più politico-industriale, mentre il nostro format ha una connotazione culturale e divulgativa. È uno dei tasselli della Torino capitale del pensiero critico. Cambiando data avremo la possibilità di ospitare interventi istituzionali».






