Al terzo giorno dei negoziati egiziani per la tregua a Gaza, sulla base del piano di Donald Trump, si entra nel vivo con i pezzi da 90 attesi al tavolo di Sharm el-Sheikh. Oggi alle trattative tra Israele e Hamas si uniranno anche gli uomini della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner (già arrivati in nella località egiziana), lo sceicco del Qatar Al-Thani, il capo dell’intelligence turca Ibrahim Kalin. Non è certa la presenza del ministro israeliano Ron Dermer. Ieri l’Egitto ha fatto il punto: “le parti si sono accordate sulla maggior parte dei termini relativi alla prima fase del piano Trump, compresi il rilascio degli ostaggi e l’istituzione di un cessate il fuoco”. Si tratta anche sul rilascio dei prigionieri palestinesi detenuti in Israele.
La prima fase del Piano Trump e la pressione Usa – Oggi saranno affrontati alcuni dei punti critici ma il tono dei mediatori appare ottimista. Secondo una fonte egiziana citata dal giornale saudita Asharq Al-Awsat, la prima fase del piano Trump potrebbe essere finalizzata prima di venerdì: porre fine alla guerra, portare aiuti, restituire gli ostaggi e rilasciare i prigionieri di sicurezza palestinesi. Sono questi i temi in agenda, citati dal ministro egiziano Badr Abdelatty all’all’emittente saudita Al-Arabiya: “altri paesi arabi firmeranno accordi di pace con Israele se la guerra a Gaza finirà”, ha annunciato il ministro de Il Cairo. Gli Usa premono per chiudere l’accordo. Gli inviati del presidente Usa rimarranno in Egitto fino al raggiungimento di un accordo “per liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra”, riferisce la testata americana Axios.











