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Giovedì 9 ottobre sarà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, il riconoscimento letterario più famoso al mondo e quello che catalizza la maggior parte delle attenzioni, anche per via della sua nota imprevedibilità. Ogni anno forum letterari, società di scommesse e addetti ai lavori provano a pronosticare il vincitore o la vincitrice: a volte ci prendono, ma più spesso no. Per esempio l’anno scorso la scrittrice sudcoreana Han Kang, che ha vinto, nei pronostici non era nemmeno stata menzionata. Nel 2023 invece il norvegese Jon Fosse era considerato il favorito.

I pronostici si basano su vari parametri e su un generale principio di varietà tra un anno e l’altro: vale per la provenienza geografica, per il genere letterario (se un anno viene premiato un poeta, raramente lo sarà anche quello dopo) e per la carriera. Un altro fattore da considerare è la tendenza ad alternare uomini e donne tra i premiati. Sebbene non sia una regola ufficiale, dal 2017 a oggi questa consuetudine è stata sempre rispettata; visto che l’anno scorso il Nobel è stato vinto da Han, è quindi probabile che quest’anno la scelta ricada su uno scrittore.

Secondo il sito di scommesse britannico Nicer Odds questo scrittore sarà l’australiano Gerald Murnane, considerato tra i papabili vincitori già da qualche anno. Ha 86 anni, e nel 2018 il New York Times Magazine lo definì in un lungo ritratto «il più grande scrittore di lingua inglese di cui quasi nessuno ha mai sentito parlare». Il motivo è la sua vita notoriamente appartata e il fatto che non ama molto viaggiare fuori dall’Australia. In un certo senso, Murnane è “uno scrittore da scrittori”: i suoi romanzi non hanno mai raggiunto il grande pubblico, ma hanno influenzato autori come J. M. Coetzee, Ben Lerner, Joshua Cohen e Teju Cole.