di
Fabrizio Guglielmini
Il collettivo Rebelot blocca gli ingressi e le lezioni si faranno da remoto. La Sardone: «In uno spazio pubblico volantini vergognosi, al bar menu con frasi "sbirri morti a 3 euro". Quando si interverrà?»
Da oggi si comincia con le lezioni online alla facoltà di Scienze politiche della Statale, occupata da lunedì sera per iniziativa del collettivo studentesco Rebelot, un’iniziativa che era nell’aria dopo lo sciopero di venerdì scorso, con le occupazioni che potrebbero coinvolgere anche le scuole superiori nei prossimi giorni. Le lezioni da remoto sono una soluzione di compromesso fra studenti e ateneo, annunciata ieri da Edoardo Della Torre, presidente del Comitato di direzione della facoltà di via Conservatorio: «Le lezioni previste per oggi e domani si svolgeranno da remoto e seguiranno gli aggiornamenti del caso, sia nell’opzione del ritorno alla normalità sia nella scelta di prolungare la situazione attuale».
Un gruppo di studenti appartenenti al collettivo pro Pal continua quindi a occupare la facoltà di Scienze Politiche dell’università Statale, nella sede distaccata di via Conservatorio, per protestare contro quella che definiscono «l’Accademia del genocidio» e si interrogano in assemblea su «Che legami ha UniMi con Israele?». L’azione è iniziata nella serata di lunedì e, secondo quanto dichiarato dagli occupanti, è destinata a protrarsi «per alcuni giorni» con momenti di confronto fra studenti e fra questi ultimi e i docenti che. come comunicato dalla facoltà, hanno dato la loro adesione a tenere le lezioni da remoto. Il collettivo continua a bloccare i tre ingressi principali della sede, consentendo l’ingresso solo a chi intende partecipare alle assemblee che vengono organizzate da ieri all’interno dell’edificio satellite della Statale, dove gli studenti dormono da due notti in alcune aule.








