Vessazioni continue fin dai primi anni di vita, botte e violenze per far rispettare pedissequamente le sue regole fino ad umiliarle e punirle. È l'orrore che hanno vissuto due bambine di 7 e 9 anni, segregate e picchiate sin da piccole dal padre-padrone, un insospettabile manager d'azienda che, tra le mura di casa, era un mostro che incuteva terrore. Ora l'uomo rischia di finire sotto processo con le accuse di maltrattamenti aggravati e continuati.
Le regole da rispettare
A portare alla luce la vicenda sono stati gli uomini della squadra Mobile di Chieti, coordinati dalla procura locale. Secondo quanto emerso, l’uomo costringeva le figlie, sin dai primi anni di età, a osservare le proprie rigide regole. Durante i pasti le piccole dovevano tenere in vista le mani, in ordine e appoggiate sul tavolo, in un silenzio così forzato da sembrare irreale per due bimbe di 7 e 9 anni.
L’ossessione per il controllo
L'inchiesta evidenzia l'ossessione per il controllo da parte dell'uomo che, in alcuni casi, obbligava le proprie figlie anche a lavare a mano gli indumenti sporchi dopo non essere riuscite a trattenere i bisogni. E se una di loro aveva l'ardire di contravvenire alle regole finiva in punizione, sommersa di insulti e minacce, ferma in piedi in mezzo alla stanza. Ma l'intera routine all'interno di quella casa era avvolta dalle minacce. Persino durante i compiti di scuola l'uomo arrivava a insultare le figlie se sbagliavano qualche esercizio o non riuscivano a scandire l'alfabeto a memoria.






