Genova – Il progetto di retrofitting, cioè l'intervento di rinforzo degli stralli del ponte Morandi, “è da radiazione dall'albo degli ingegneri”: questo l'affondo del pm Walter Cotugno che sta portando avanti, insieme con il collega Marco Airoldi, la requisitoria per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto del 2018, con la morte di 43 persone. “Un progetto basato su dati inventati, una vera sagra degli orrori, con considerazioni esoteriche per far quadrare i numeri” – ha continuato l'accusa – Prima di questo processo pensavo che il termine ingegnere fosse garanzia di per sé di qualche tipo di affidabilità. Invece nel caso del ponte, le relazioni di sicurezza contengono, quando ci sono, risultati basati su prove inaffidabili, arbitrarie riduzioni, uno stato di degrado inventato. C'è una enciclopedia di colpe”. Lunedì la requisitoria dell'accusa proseguirà prendendo in esame la posizione dell'ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, il principale dei 57 imputati. Nei due giorni successivi i pm chiederanno le condanne vere e proprie, mentre per qualche reato minore verrà chiesto di dichiarare le prescrizione.