“Vespa infame”, questa la scritta apparsa in uno degli ascensori della sede Rai di via Teulada. Episodio che ha fatto scattare un’indagine delle forze dell’ordine mentre in azienda si cercano i responsabili. Proprio oggi la premier Meloni registrerà una doppia intervista con Bruno Vespa, in onda prima a “Cinque Minuti“, subito dopo il Tg1 delle 20, e poi in seconda serata a “Porta a Porta”.

Il conduttore era finito nei giorni scorsi al centro delle polemiche per lo scontro televisivo con l’attivista Tony La Piccirilla, uno degli attivisti imbarcati sulla Global Sumud Flotilla. Vespa lo aveva incalzato sulla scelta di non consegnare gli aiuti per Gaza a Cipro, come proposto dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, e mentre l’attivista cercava di spiegare le ragioni dei volontari, cioè aprire un canale diretto senza mediatori e rompere l’assedio di Israele, il giornalista aveva alzato i toni:“E allora vi posso dire che non ve ne fotte niente di dare gli aiuti alle persone?”. Parole che avevano suscitato indignazione e polemiche.

“La Rai esprime ferma condanna per la scritta offensiva e infame comparsa in un ascensore della sede di Via Teulada, a Roma, e rivolta al giornalista Bruno Vespa, storico volto del servizio pubblico. Si tratta di un episodio grave che rappresenta una forma di intimidazione e di intolleranza inaccettabile -afferma l’Ad della Rai Giampaolo Rossi – . Simili comportamenti non appartengono alla cultura del dialogo e del rispetto che devono caratterizzare ogni luogo di lavoro, tanto più una sede del Servizio Pubblico radiotelevisivo”. “La Rai ribadisce il proprio impegno a difesa del pluralismo, del confronto civile tra opinioni diverse e della libertà di espressione, principi fondanti della sua missione. Ogni forma di linguaggio d’odio o minaccia personale è incompatibile con questi valori”, conclude la nota.