Messaggi di solidarietà da gran parte del mondo politico per Bruno Vespa, vittima di una scritta ingiuriosa apparsa in uno degli ascensori della sede Rai di via Teulada. 'Vespa infame' sono le parole impresse su una parete con un pennarello, che hanno fatto scattare una denuncia alle forze dell'ordine. Indagini sono in corso per tentare di risalire ai responsabili. L'episodio arriva dopo le polemiche nate dal battibecco a Porta a Porta tra il conduttore e uno degli attivisti della Global Sumud Flotilla, Tony La Piccirella.

"Sono sinceramente colpito dalla trasversalità dei messaggi solidali - ha commentato Vespa -. Ringrazio le istituzioni, i colleghi, le persone comuni che mi sono vicini. In 56 anni di televisione non è certo la prima volta che ricevo minacce. Mi dispiace che questa volta vengano da quella che considero la mia casa. Ma ci vuole altro per intimidirmi". Primo ad esprimere solidarietà è stato l'amministratore delegato dell'azienda, Giampaolo Rossi. "La Rai esprime ferma condanna per la scritta offensiva e infame rivolta al giornalista Bruno Vespa, storico volto del servizio pubblico - ha detto -. Si tratta di un episodio grave che rappresenta una forma di intimidazione e di intolleranza inaccettabile".