Potrebbero riapparire lungo le strade o sulle fiancate di tram, furgoni o taxi manifesti pubblicitari con immagini o slogan sessisti: quei manifesti con l’oggettificazione del corpo delle donne e frasi a doppio senso, per esempio, di cui ci eravamo liberati non molti anni fa. Perch� questo chiede l’emendamento presentato da due senatori di Fratelli d’Italia al ddl Concorrenza - la legge annuale che regola la libera iniziativa imprenditoriale - che chiede di abrogare alcuni divieti presenti nel Codice della Strada introdotti nel 2021.
L’emendamento, che � stato presentato in Commissione Commercio e Industria dove il ddl Concorrenza � attualmente allo studio, porta la firma di due figure autorevoli di FdI, il capogruppo al Senato Lucio Malan e l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese e fa riferimento a due commi dell’articolo 23, il 4bis e il 4 ter, introdotti durante la precedente legislatura: �� vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicit� il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi�. Non c’� in ballo solo il sessismo. Nel comma si specifica anche sono parimenti vietati �i messaggi lesivi del rispetto delle libert� individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identit� di genere o alle abilit� fisiche e psichiche�.






