di
Giovanna Santella*
La disabilità e la malattia sono sbarre capaci di rinchiudere non solo la singola persona ma la sua famiglia in una prigione. Ma ecco gli esempi di una risposta che va oltre le medicine, perché è una risposta fatta di relazioni unite alla competenza *responsabile rapporti con famiglie e ospiti Dynamo
Dynamo Camp è un luogo in cui è possibile comunicare, stabilire interazioni e vivere relazioni: qualsiasi sia la propria modalità comunicativa. Con lo Staff Dynamo costruiamo queste possibilità per i nostri ospiti, bambini con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità. Per noi è una missione e una cultura. Quest’estate l’esperienza di due bambini mi ha colpito profondamente. Riccardo, 9 anni, sorriso contagioso e con una evidente disartria, comunica con un tablet, utilizzando le immagini della Comunicazione alternativa aumentativa. Federico, 11 anni, è uno suo caro amico, e un riferimento. Si sono conosciuti 4 anni fa, nel reparto di oncologia pediatrica di Padova, dove erano entrambi ricoverati, e dove Federico racconta di essere arrivato stanco, con febbre alta e affaticato. In camera ha incrociato lo sguardo di Riccardo, uno sguardo che gli ha fatto capire di non essere solo. Di più, Riccardo è stato la guida di Federico: incredulo che Riccardo, senza parlare, potesse comunicare, si è affidato alla sua forza e insieme, parole di Federico, hanno affrontato la vita. È iniziata così la loro amicizia, con cui si danno mutuo supporto.






