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Andrea Arzilli

Sfrecciano sulle preferenziali o in controsenso, a zigzag tra i pedoni: un rischio per auto e moto

Nella Capitale corrispondono a quel grosso sciame che, ogni giorno, invade le strade cittadine, soprattutto quelle fatte di sanpietrini del Centro. Si vedono sfrecciare talvolta con due passeggeri a bordo sulle preferenziali o in controsenso, tagliare la strada ad auto e scooter per svoltare all’improvviso, ignorare il rosso al semaforo e correre sui marciapiedi, o magari zigzagare tra i pedoni nelle aree dove, in teoria, si potrebbe solo camminare. I monopattini elettrici sono, in un certo senso, i padroni della città: sono 13.500 quelli in sharing, ai quali si aggiungono i 112 mila di proprietà, stando a quanto dicono i report di Roma Mobilità. Tutti quanti hanno, sì, hanno un ruolo da assoluti protagonisti nella svolta sostenibile imboccata dalla Capitale verso la mobilità dolce. Però, troppo spesso, presentano un conto salato in termini di incidenti e vite spezzate.

Il Centro si viaggia al ritmo di 300 incidenti l'annoSolo nelle vie del Centro città, infatti, si viaggia al ritmo di circa 300 incidenti all’anno, con una decina di vittime dal 2023, tre l’anno scorso e due finora nel 2025. Quindi, per fortuna, morti in calo, ma molti feriti finiti in ospedale in codice rosso. E il problema, forse, sta tutto nell’impunità che al momento vige a causa della non tracciabilità dei veicoli, autentici fantasmi urbani senza possibilità di essere pizzicati dall’occhio digitale delle telecamere. Perché se è vero che, secondo le coordinate del nuovo Codice della strada, per guidare il monopattino elettrico servono casco, assicurazione e targa identificativa, la realtà quotidiana, ovvero tutto ciò che vediamo in giro per la città, racconta tutta un’altra storia. E cioè veicoli che corrono con il passeggero dietro al pilota anche se omologati per una sola persona, e una sequela di infrazioni commesse con troppa leggerezza, quella che deriva dalla consapevolezza di non poter essere «beccati» dai vigili urbani se non in casi particolarmente eclatanti. E, soprattutto, in flagrante.