Viviamo in un mondo fatto da virus, batteri e altri microrganismi che fra l’altro ce l’hanno proprio con noi. Se siamo qua è grazie al nostro sistema immune. Ma vi siete mai chiesti perché il sistema immune non attacca i nostri organi? È per via di certe cellule — si chiamano T regolatorie — capaci di tenerlo a bada; quando queste cellule non funzionano o funzionano male il sistema immune attacca anche i nostri tessuti: succede proprio così nel diabete giovanile, nell’artrite reumatoide o nella sclerosi multipla.
Dell’esistenza delle cellule regolatorie si è accorto per primo Shimon Sakaguchi: un esperimento fatto per cercare qualcosa d’altro (da anni si occupava di timo e sistema immune) gli ha fatto scoprire, per caso, le cellule T regolatorie. Ma com’è che fanno queste cellule a tenere a bada il sistema immune?
La risposta viene da Brunkow e Ramsdell: sono loro ad aver scoperto quel gene — si chiama Foxp3 — che fa sì che le cellule regolatorie sappiano regolare il sistema immune. Se spegni il Foxp3 le T regolatorie non si formano e se lo fai nei topi, come hanno fatto loro, questi sviluppano una malattia autoimmune gravissima. Una malattia così colpisce i bambini, è gravissima anche per loro, ma per fortuna è estremamente rara; si abbrevia in Ipex ed è dovuta proprio a una mutazione di Foxp3. Senza cura, questa malattia è fatale ma adesso che sappiamo di T regolatorie e Foxp3, li possiamo curare questi bambini e guariscono. Basta e avanza perché Brunkow, Ramsdell e Sakaguchi abbiano avuto il Premio Nobel, non vi pare?









