VENEZIA - Una bufera che non accenna a placarsi e si colora sempre più di politica, quella attorno al caso della nomina di Beatrice Venezi a “direttrice musicale” della Fenice. Mentre continua la raccolta di firme lanciata da un gruppo storico di abbonati del teatro veneziano, intenzionati a rinunciare all’abbonamento se la nomina non sarà revocata, come richiesto da orchestrali e maestranze del teatro, scende in campo il direttore museo di Capodimonte, Eike Schmidt, già alla guida degli Uffizi di Firenze, dove era stato candidato sindaco per il centro destra e che oggi siede in consiglio comunale tra le fila dell’opposizione. «Pur vivendo a Firenze, ci abboneremo alla Fenice» annuncia Schmidt, insieme ad altri due consiglieri fiorentini della sua lista civica, Paolo Bambagioni e Massimo Sabatini. «Siamo sicuri che Beatrice Venezi saprà ricoprire al meglio l’incarico di direttrice di uno dei più importanti teatri italiani – scrivono i tre in un comunicato – Per l’ennesima volta abbiamo assistito a un tentativo di contrastare la nomina, in spregio alla libertà, al pluralismo e alla qualità artistica, un tentativo grave ma fallimentare, perché animato da pregiudizi. Venezi, prima donna alla guida della Fenice, ha già dimostrato molto nella sua carriera e rappresenta un valore per il nostro Paese». A chi minaccia di non rinnovare l’abbonamento «rispondiamo che, pur da residenti a Firenze e quindi forse impossibilitati ad assistere a tutti i concerti, ci abboneremo alla Fenice, convinti della qualità dell’offerta artistica e soprattutto convinti come siamo della necessità di sostenere la libertà dell’arte e degli artisti» concludono Schmidt, Sabatini e Bambagioni.