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Una quindicina di persone in tutt’Italia è indagata per concorso in frode informatica e truffa aggravata per aver rubato i bonus cultura a centinaia di diciottenni. Dopo aver hackerato le credenziali dei ragazzi, queste persone creavano degli SPID paralleli per entrare sulla piattaforma 18app.italia.it, riscuotere i bonus, utilizzarli in esercizi commerciali gestiti da loro stessi e, tramite false fatture, ottenere i rimborsi dal ministero della Cultura. L’edizione torinese di Repubblica scrive che il danno subito è di circa mezzo milione di euro.
Il “bonus cultura” era un sussidio economico da 500 euro che lo Stato metteva a disposizione a ragazzi e ragazze che avevano compiuto 18 anni per acquistare prodotti e servizi culturali, come libri, corsi di formazione, biglietti per teatri, musei, concerti o abbonamenti ai quotidiani. Il buono poteva essere richiesto tramite la piattaforma online 18app da tutti e tutte senza limiti di reddito. Il sussidio è stato poi sostituito dal governo di Giorgia Meloni con la Carta della cultura giovani e la Carta del merito, che però possono essere richieste solo da alcuni diciottenni in base a limiti di reddito e per il massimo dei voti alla maturità.








