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I malviventi trovano sempre nuovi modi di agire al fine di raggiungere i loro malevoli obiettivi. Oggi bisogna stare attenti ad internet. La rete, infatti, è il terreno nel quale agiscono, tra gli altri, gli hacker. L’ultimo caso di una possibile truffa su internet riguarda il Bonus cultura, il contributo da 500 euro erogato ai neomaggiorenni da spendere in libri, musica e corsi. Come racconta il Corriere della Sera, non pochi adolescenti in tutta Italia si sono accorti che nel loro “portafoglio elettronico” mancava tale cifra perché già utilizzata. Un errore? Non proprio.
I Savoia fanno causa allo Stato: "Il tesoro del Regno è nostro": in ballo 300 milioni
Circa 70 giovanissimi hanno denunciato l’anomalia alla polizia postale. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno compiuto lunghe e serrate indagini scoprendo che, in realtà, quell’ammanco era dovuto ad una frode. Ma ad essere stati colpiti dalla truffa erano centinaia di persone, una decina delle quali in Piemonte. A Torino la Procura, con il pm Paolo Scafi, ha chiuso le indagini a carico di tre persone con l’ipotesi di frode informatica. Queste ultime sono accusate di aver creato account Spid paralleli, cioè identità digitali false ma formalmente valide, per accedere alla piattaforma “18app” e generare i tanto agognati voucher. Il tutto, però, a danno di giovani ignari. Questi voucher sarebbero poi stati spesi in attività commerciali riconducibili agli stessi indagati.







