Ennesima catastrofe accaduta sul Monte Everest: una violenta tempesta di neve ha intrappolato centinaia di escursionisti che si trovavano a circa 4.877 metri sul livello del mare. Si dice che le tende degli scalatori siano state distrutte dalla tempesta e che alcuni di loro stiano soffrendo di ipotermia a causa delle temperature gelide. Gli abitanti dei villaggi locali hanno iniziato le operazioni di salvataggio nella giornata di ieri, spalando la neve per liberare le strade bloccate. Secondo il media statale Jimu News, circa 350 escursionisti sono stati messi in salvo e hanno raggiunto la piccola cittadina di Qudang.

La neve ha iniziato a cadere abbondantemente venerdì sera e ha continuato per tutta la giornata di sabato. Questa catastrofe ha costretto alla sospensione della vendita dei biglietti e all’interruzione dell’ingresso all’area panoramica dell’Everest a partire da sabato sera.

Temperature così basse non venivane registrate da molto tempo sul versante orientale del monte Everest, in Tibet. Chen Geshuang, capo di un gruppo di 18 escursionisti che è arrivato sano e salvo alla cittadina di Qudang, ha affermato: “In montagna era così umido e freddo che c’era un reale rischio di ipotermia. Il clima quest’anno non è normale. La guida ha detto che non aveva mai visto un tempo simile in ottobre. Ed è successo tutto troppo all’improvviso”.