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Sul versante tibetano dell’Everest ci sono almeno 200 persone ancora bloccate in un accampamento a oltre 4mila metri di altitudine. Gli alpinisti sono rimasti bloccati nel weekend a causa di una inaspettata e violenta tempesta di pioggia e neve iniziata venerdì. La tv di stato cinese ha detto che 350 sono già stati portati a Qudang, un vicino centro abitato, e che procedono le operazioni per soccorrere gli altri 200. Non è chiaro se in questi numeri siano comprese anche le guide e i portatori che accompagnano gli alpinisti in questo genere di scalate, e che sono normalmente persone del posto.

Di solito il clima in questo periodo dell’anno è buono, per questo la tempesta di venerdì ha colto alpinisti e guide alla sprovvista. «Pioveva e nevicava tutto il giorno» ha detto a Reuters Eric Wen, uno degli alpinisti soccorsi. Ha raccontato che dovevano ripulire le tende ogni 10 minuti, per non farle collassare sotto il peso della neve.

Nel fine settimana le piogge torrenziali hanno causato danni anche sul versante opposto della catena montuosa dell’Himalaya, diviso fra India e Nepal, provocando la morte di decine di persone. Le forti nevicate hanno causato disagi anche nella provincia di Qinghai, a est del Tibet: la tv di stato cinese CCTV ha detto che domenica un alpinista è morto nella zona di Laohugou a causa dell’ipotermia e del mal di montagna, mentre altri 137 sono stati soccorsi nell’area di Haibei grazie alla mobilitazione di oltre 300 soccorritori e due droni.