È la prima, non sarà l’ultima: il Garante per la protezione dei dati personali ha appena “bloccato” Clothoff, un’app che fa esattamente quel che suggerisce il suo nome, cioè spoglia le persone ritratte in una fotografia. È internet, il maremagnum del web: potenzialmente una risorsa infinita, in pratica un muro di rischi e pericoli che coinvolgono per lo più i giovani (poi ci arriviamo). C’è l’Autorità per la privacy, però, che vigila e fa intendere non si fermerà: «È purtroppo pieno sia l’Apple store che Play Store», afferma uno dei componenti del collegio del Garante, Giudo Scorza, intervenendo al “Wired next fest del Trentino”, «speriamo di riuscire a fare altri provvedimenti» del genere.

Passo indietro, ché qui, quando si parla di digitale, specie se lo si fa su un media analogico come è rimasto il vecchio (e a noi caro) giornale di carta, non capirsi è un attimo. Clothoff funziona con un’intelligenza artificiale che è in grado di creare “deep nude”, ossia nudi artificiali, manipolando immagini di persone che, magari, manco sanno che i loro scatti vengono usati così.

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