Dice un sondaggio che per gli italiani rappresentano una piccola mania. Innocua, a patto di evitare due falsi-amici: il kitsch e il fake
di Deborah Ameri
Il tappeto intrecciato dall’Indonesia, la maglietta I love NYC dagli Usa, la calamita a forma di gondola. Un gioiello, un sacchetto di spezie o l’immancabile portachiavi. Spesso ci vuole una valigia a parte ma c’è chi si fa spedire tutto, cibo e vino compresi. Siamo ossessionati dai souvenir di viaggio, piccoli surrogati di felicità che solo a guardarli, nei lunghi inverni, ci riportano su quelle spiagge, quei monti, quelle città magiche.
Noi italiani, in particolare, siamo dediti alla caccia al ricordino. Secondo un sondaggio di eDreams, agenzia di viaggio online, che ha intervistato 9mila persone tra Italia, Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Uk e Usa, siamo noi i più inclini a collezionare oggetti delle vacanze. È un’abitudine consolidata per il 66% dei connazionali e tra gli articoli prediletti ci sono grandi classici: T-shirt, portachiavi e calamite, amati soprattutto dalla Gen Z. Gli over 65, invece, preferiscono foto e diari di viaggio e i 35-44enni specialità enogastronomiche. E se anche spagnoli e portoghesi si lasciano trascinare dall’acquisto di impulso, gli statunitensi mostrano interesse per opere d’arte e oggetti artigianali, mentre i britannici ne sembrano immuni: solo il 12% porta a casa souvenir.






