I titoli di Stato decennali della Francia sono considerati più rischiosi di quelli dell’Italia. È la conseguenza delle dimissioni improvvise del premier francese Sébastien Lecornu dopo 27 giorni dalla nomina e a 12 ore dalla presentazione della lista dei ministri, che hanno scatenato un’ondata di vendite sugli Oat. Il cui rendimento ha raggiunto il massimo del 2025, salendo al 3,59%. Lo spread, cioè il differenziale di rendimento rispetto al Bund tedesco, il titolo di riferimento europeo considerato il più sicuro, è salito a 87 punti base.

Il dato più significativo è il confronto con l’Italia. I Btp italiani registrano oggi uno spread poco sotto gli 86 punti base e un rendimento del 3,58%, leggermente sotto quelli francesi. Si tratta di un’inversione storica: la Francia, tradizionalmente considerata uno dei paesi più solidi dell’Eurozona insieme alla Germania, viene ora percepita come più rischiosa dell’Italia, da sempre vista con maggiore diffidenza dai mercati per il suo elevato debito pubblico. Quando lo spread di un paese aumenta, significa che gli investitori richiedono un “premio” più alto per prestare denaro a quello Stato, perché lo considerano più rischioso. Il fatto che gli Oat francesi abbiano superato i Btp italiani indica che i mercati temono l’instabilità politica di Parigi più dei tradizionali problemi strutturali italiani.