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Ultimo aggiornamento: 18:21

“Oggi San Francesco, coi suoi frati e a piedi scalzi, sarebbe a Roma. Perché la pace si costruisce con la non violenza, con la partecipazione, chiedendo a chi ci governa di farla davvero. Giorgia Meloni invece è complice di un governo che pratica un genocidio. È molto, molto lontana da San Francesco”. Così a In altre parole (La7) Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha commentato le parole della presidente del Consiglio in occasione delle celebrazioni per San Francesco d’Assisi.

Ieri, 4 ottobre, Meloni è intervenuta dalla Loggia del Sacro Convento, trasformando l’occasione istituzionale in un intervento politico, elogiando il piano per Gaza proposto da Donald Trump come “una luce che squarcia le tenebre della guerra in Palestina” e ribadendo il ruolo dell’Italia come “interlocutore credibile” negli aiuti umanitari, unendo “ragione e fede” per favorire il dialogo tra culture.

Montanari ha sottolineato le profonde differenze tra l’approccio francescano e quello della premier: “San Francesco aveva detto ai suoi frati di andare nei paesi dell’Islam senza contendere sulla dottrina, di vivere sottomessi anche agli islamici. Era andato in pace dal sultano. Giorgia Meloni evoca Lepanto e i crociati, è tutta un’altra idea di religione molto strumentale”.