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Il 4 ottobre del 1995 andò in onda in Giappone il primo episodio della serie tv animata Neon Genesis Evangelion. In quel momento in Giappone le serie tv non funzionavano più come prima e i cartoni animati su robot giganti (chiamati mecha) erano considerati fuori moda. Neon Genesis Evangelion cambiò tutto. Non solo le serie tv giapponesi d’animazione riguadagnarono pubblico nel paese, ma cominciarono a essere ampiamente esportate nel resto del mondo. Evangelion ebbe un’enorme influenza su tutto ciò che venne dopo, generando un fandom e un culto che durano da trent’anni.
Neon Genesis Evangelion gode di una considerazione tale che quando nel 2019 Netflix ne acquisì i diritti e ordinò nuovi adattamenti e doppiaggi, gli appassionati si lamentarono di quello italiano al punto da spingere Netflix a farne un altro. Questo culto si è sviluppato nonostante, o forse grazie, a una trama molto complicata, a molte difficoltà economiche, a diversi rifacimenti e cambi di tono, a tre finali diversi e a un ampio margine di interpretazione su cosa racconti la serie.
Il creatore, Hideaki Anno, appartiene alla prima generazione di creatori di anime (come vengono chiamate le produzioni commerciali animate giapponesi) che è cresciuta guardando gli anime. Si è formato lavorando come animatore a Nausicaä della valle del vento di Hayao Miyazaki, e ha poi fondato un suo studio di animazione con altri colleghi, lo Studio Gainax. Dopo alcuni primi progetti non andati bene, nel 1990 realizzò Nadia – Il mistero della pietra azzurra, che lo portò vicino alla depressione. Da questo malessere e da un nuovo finanziamento per una serie animata nacque Neon Genesis Evangelion.








